Fiducia Supplicans: nuovo lavoro per l’Inquisitore?

(VinoNouvo. MASSIMO PIEGGI).

Se l’amore del Padre ci ha benedetto “mentre eravamo ancora peccatori” (Rm 5,8), perché con le nostre regole ci trasformiamo in incalliti inquisitori?

Sono trascorsi poco più di tre mesi dalla pubblicazione della dichiarazione Fiducia Supplicans, firmata dal prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede card. Víctor Manuel Fernández: documento che ha sinora conosciuto una ricezione caratterizzata da accesa discussione. L’intenzione del testo, che ha ricevuto critiche e annotazioni talora pertinenti da posizioni e prospettive tra loro differenziate, è in realtà nella sua sostanza limpida: aprire – “a legislazione vigente” sotto il profilo dottrinale – uno spazio teologico e pastorale per quelle unioni affettive tra fedeli e persone, che il precedente Responsum della Dottrina della Fede (2021) ancora esplicitamente escludeva dalla possibilità di ricevere un segno di accompagnamento e invocazione di grazia da parte dei pastori della Chiesa.

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