E ai bambini il Vaticano offre il trasformista drag queen

(La Nuova Bussola. Andrea Zambrano)

Le parole del Papa sulla “frociaggine” mostrano che nella Chiesa l’omoeresia è dilagata. Fino ad arrivare anche ai bambini, ai quali vengono proposti anche spettacoli di trasformismo di un artista in abiti femminili. Come è successo sabato nel corso della Giornata Mondiale dei Bambini. 

Frociaggine in seminario? Fosse solo lì. La verità è che da ormai molto tempo la Chiesa è pervasa da un’ondata di omosessualismo che attraversa tutti gli ambienti. Il clamore delle parole del Papa sulla “troppa frociaggine nella Chiesa” non fa altro che rivelare al mondo che qualcosa della penetrante agenda omoeretica esplosa e favorita durante questo pontificato con cardinali e vescovi e preti protetti che hanno fatto carriera si è stabilmente insediato diventando costume. É il martellante, ossessivo e diabolico tentativo di accettare la tendenza, la pratica e la vita gay dentro la Chiesa. In fondo chiamarla frociaggine o più correttamente omoeresia è solo una questione di stile. Ma non è solo un fatto dei seminari. Attraversa tutto e va dalle veglie contro l’omotransfobia alle pubblicazioni sulla Bibbia queer; passa dalle benedizioni omo per approdare ai cammini dei gruppi di preghiera Lgbt per ridisegnare così una nuova teologia in chiave arcobaleno.

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