“L’Italia non crescerà se non insieme”. I vescovi bocciano gli egoismi del Nord e sulle autonomie ricordano la lezione di don Sturzo che non le voleva “differenziate”(S.C.)

(FarodiRoma. Di redazione).

“Gli sviluppi del sistema delle autonomie è stata uno dei principali contributi dei cattolici alla vita del Paese”. Una visione ereditata da don Luigi Sturzo che appare ancora molto attuale, da riscoprire, affermano i vescovi italiani che in forza di tale patrimonio ideale dei cattolici (che data dunque all’epoca del Partito Popolare, precursore della DC) lanciano un monito chiedendo che sia rivisto il progetto di legge sull’autonomia differenziata, in quanto tale riforma proposta dal Governo, nella sua attuale formulazione, spiegano, “rischia di minare le basi di quel vincolo di solidarietà tra le diverse Regioni, che è presidio al principio di unità della Repubblica”. “Tale rischio – spiega la nota pubblicata a conclusione dei lavori dell’Assemblea generale dell’Episcopato Italiano – non può essere sottovalutato, in particolare alla luce delle disuguaglianze già esistenti, specialmente nel campo della tutela della salute, cui è dedicata larga parte delle risorse spettanti alle Regioni e che suscita apprensione in quanto inadeguato alle attese dei cittadini sia per i tempi sia per le modalità di erogazione dei servizi”, sostengono i vescovi italiani, che spiegano: “Da sempre ci sta a cuore il benessere di ogni persona, delle comunità, dell’intero Paese, mentre ci preoccupa qualsiasi tentativo di accentuare gli squilibri già esistenti tra territori, tra aree metropolitane e interne, tra centri e periferie”.

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